Artista PiVal

Profilo dell\'Artista:

Poetessa, Pittrice, Scrittrice.\"\"

Parecchie volte la stampa si è interessata,  esaltando le qualità stilistiche della poetessa. I versi sono mosaici, perché le immagini sono accompagnate  da un dolce sorriso che rallegra il cuore dei lettori. Partecipava a manifestazioni letterarie, ottenendo ottimi risultati. Ha pubblicato raccolte di poesie in volume ed e presente in antologie. Collaborava con alcuni giornali e riviste.


Nomine:


Premi e Segnalazioni in pittura:

Medaglia dorata Premio Paestum Salerno
Coppa d’argento VII Trofeo Internazionale Fasano Brindisi
Medaglia d\'argento I Mostra \" La mamma nell’arte \" Brindisi
Medaglia dorata Premio \" Regioni d’Italia \" Roma
Medaglia d’oro II premio \" Crociera dell’arte \" Brindisi
Medaglia d’oro Min. Remo Gaspari V Mostra Nazionale di Campo di Giove L’Aquila
Medaglia dorata dell’Accademia di Paestum XIV Premio di pittura Paestum Salerno
Coppa d’argento VIII Trofeo Internazionale a Fasano Brindisi
Medaglia d’argento I Biennale d’arte sacra di Teggiano Salerno
Medaglia dorata \" Città Eterna \" IV Mostra Int. di pittura e grafica religiosa Taranto

Premi e Segnalazioni in poesia:

Medaglia dorata
XIV° Premio Internazionale Paestum
1972
Diploma d\'onore
XV° Premio Nazionale Paestum
1973
Medaglia Aurea
XVI° Premio Nazionale Paestum
1974
Medaglia Aurea
I° Concorso \"Aldo Palazzeschi\"
1974
Medaglia d’argento
II° Trofeo Internazionale Accademia \"Modigliani\"
1974
Diploma al merito
Premio Nazionale \"Pasquale Scarfitti\"
1975
Medaglia Aurea
XVII° Premio Internazionale Paestum
1975
Medaglia
II° Edizione \"Foemina d’oro\"
1976
Trofeo e medaglia (2°cl.)
2° Concorso Rel. \"Fede e Vita\"
1976
I° Premio (ex aequo)
3° Concorso Rel. \"Il Monferrato\"
1977
Coppa (6°classificata)
XVIII° Premio Internazionale Paestum
1977
Targa E. P. T.
XIX° Premio Internazionale Paestum
1978
Targa (3°classificata)
XXI° Premio Nazionale Paestum
1980
Menzione di merito
IX° Concorso Internazionale Accademia Mantegna
1982
Targa E. P. T.
XXVI° Premio Nazionale Paestum
1985
Coppa Aurea Encomio Solenne
2° Concorso Internazionale Accademia Mantegna
1985

Autobiografia:

Chissà perché ora che devo dire, raccontare la mia vita, mi sembra di non aver un passato, di non averlo mai avuto.... E\' davvero rinascita? Ma è necessario che io lo faccia. Tenterò di camminare come il granchio.

Nacqui a Taranto da una famiglia benestante il 5-3-1936. Mio padre, per salvare i suoi genitori da un crollo finanziario, partì per eseguire dei lavori imprenditoriali con il Genio Civile nelle colonie d’Africa senza far più ritorno abbandonandomi con i miei tre fratelli all’età di due anni. Non lo conobbi. Vissi con i nonni paterni irascibili, violenti e avari.Trascorsi l’infanzia e l’adolescenza nella povertà più assoluta, tra la guerra che infuriava e quei parenti ricchi, ma ricchi soprattutto di quelle specifiche qualità caratteriali. D’indole allegra e spiritosa nonostante l’ambiente opprimente, mi pareva talvolta che un fringuello mi gorgheggiasse dentro nella mia anima, in seguito scoprii che quel gorgheggio altro non era che la fede cristiana con una forte carica d’energia spirituale e vitale.

Iniziai a dilettarmi scrivendo poesie a dodici anni; riconoscendomi versata alle lettere e al disegno dovetti mio malgrado e con profondo rammarico, abbandonare gli studi per lavorare all’età di sedici anni.Della mia adolescenza ricordo che dedicavo molte ore alla lettura di libri chiesti in prestito o trafugati dal solaio di casa, perché il nonno temendo si sciupassero aveva proibito assolutamente di usarli. Una tale proibizione mi rattristava parecchio. Quindi non mi restava altro che rubarglieli e fra questi il primo che lessi fu \"Giulietta e Romeo\". Libri che alla chetichella poi riponevo.

Dedicavo del tempo anche al pattinaggio, al disegno e alle formiche, anzi quando scoppiava qualche burrasca in famiglia era proprio quella l’occasione buona per non soffrire e superare quei momenti tristi andando a pattinare sul lungomare. (Qui faccio una precisazione: i pattini mi furono donati – cosa ovvia – non avrei potuto acquistarli) Con le formiche invece mi divertivo abbastanza, perché m’incuriosiva conoscere il loro modo di vivere e dedicandomi per ore e ore ad una attenta osservazione, le conobbi bene. Dirò anche che fui particolarmente grata ad esse, in quanto l’interesse che mi avevano suscitato mi fu assai utile nel mese in cui mia madre, mortificata, non poté acquistarmi un paio di scarpe ed io rimasi relegata in casa per tutto quel periodo trastullandomi con loro.

Oggi i fanciulli hanno il \"il mondo di Quark\" un mondo facile, ma non lo cambierei con il mio d’allora: è nella sofferenza che nasce il frutto, è in essa che ti elevi evolvendoti. Lavorai per breve tempo ai grandi Magazzini come commessa, sperando vivamente di riprendere gli studi interrotti, ma mi sposai ed ebbi due figli. E fu proprio, oggi cosi dicono, un’infelice interruzione quella, sebbene io credessi di aver finalmente trovato, quella serenità e amore di cui grandemente fui privata. Costretta nella vita coniugale a trasferirmi da una città all’altra per motivi di lavoro del mio ex coniuge, mi sentii ad un tratto apolide, di non appartenere più alla terra e presi ad amare, a prediligere lo spazio, il cielo..... La fenice rinasce dalle sue ceneri, io rinacqui all’azzurro, conoscendo più ampiamente dalla lettura e studio del libro sacro il mio grande Amico di sempre. L’unico che mi abbia fino ad oggi grandemente sostenuta e protetta diventando una ricercatrice spirituale: DIO.


Epitaffio:

Il giorno 22/01/2005 nostra madre MariaPia Solito in Valerio è morta, almeno fisicamente, come diceva lei il corpo non è il vero essere, Pia continua a vivere nei nostri cuori e nei nostri ricordi.

Ne fiori, ne messe, fate del bene al prossimo e Pia ve ne sarà sempre grata, anche se le sue ceneri riposano nel cimitero di Selvazzano Dentro, lei è in ogni luogo.

Ringraziano tutti quelli che continueranno a volerle bene.

Alessandro e Vinicio


Bibliografia:

“Passando liberamente dal concreto all’astratto, dal naturale al tropologico, con pennellate secche e umorose, larghe ed avvolgenti, MariaPia Solito Valerio sconfina, talora, persino nella connotazione surrealisticheggiante, od al limite dell’inconscio e dell’onirico, con una segreta emblematica. A dispetto delle tante generazioni ”correntizie” di oggi e di tanti freddi inconsistenti e cerebrali sperimentalismi, la sua pittura ha un volto definito ed ha un’anima ed un fuoco che la pervadono.”

Prof. Mario Gorini

Pubblicazioni e cataloghi:

Pittura:

  • “il Quadrato” 1982 Di Giorgio Falossi, Quotazione ed aste della pittura italiana contemporanea
  • “l\'Elite” 1991 Di Salvatore Perdicaro, Selezione arte italiana
  • “Catalogo degli artisti del Veneto” 1974, Rizzoli editore
  • “Piccola Enciclopedia” Taranto
Poesia:
  • Antologia poetica- “il Sogno di un poeta” Accademia internazionale di lettere, scienze, arti “Virgilio – Mantenga”
  • Antologia poetica- “Poeti nella città Virgiliana” Accademia int. di lettere, scienze, arti “Virgilio – Mantenga”

Raccolte di poesie:

  • \"Stille d\'inchiostro\"
  • \"Nasco all\'azzurro\"
  • \"Edizione Unica\"

Recensione:

Manifestare l\'autenticità dei sentimenti; aprire agli altri la sfera dei nostri interessi, dei nostri sogni più conturbanti; cogliere le sensazioni più profonde del nostro divenire; sono queste le principali motivazioni che sollecitano MariaPia a dipingere ed a definirsi.

Da anni, in raccolto silenzio, Ella va promuovendo una sua situazione personale, in cui la sua pittura si fa chiarificazione interiore e diventa il movente della sua dialettica, delle sue ansiose modulazioni emotive e delle sue tensioni. La sua rabbiosa volontà di stabilire un colloquio con la natura, con gli uomini e con le cose, di mettere \"bodelerianamente\" a nudo la propria anima, decreta già la significante desinenza del suo stilema espressivo, che sdegna ogni schematismo ed ogni eccentricità modale.

Sono trascorsi quattro anni dalla sua prima \"personale\" a Padova alla galleria Rizzoli ed in cosi breve spazio di tempo la MariaPia ha bruciato realmente le tappe. Come autodidatta, ha dovuto potenziare da sola la sua tavolozza ed affinare i suoi mezzi tecnici. Partita da un figurativismo ingenuamente scolastico e classicheggiante, che, a parte la nobiltà dei contenuti e la serietà delle intenzioni, accusava incertezze e luoghi comuni, Ella approdava presto ad un linguaggio più coerente e calibrato in chiave espressionista, e, successivamente, attraverso un lavoro assiduo e caparbio, non tardava molto ad affrancarsi dagli inveterati paradigmi tradizionali. Ma il suo raggiungimento più cospicuo e decisivo si realizzava quando volgeva con più risolutezza le spalle al passato, rifiutando la concezione mimetica dell\'arte ed il \"bello convenzionale\" per una più libera espressione. Questo traguardo le permetteva non solo di approfondire di più il valore del colore e del segno e di penetrare più agevolmente nella sostanza dei contenuti, ma anche di articolare con più castigatezza l\'impaginazione del suo contesto narrativo e rappresentativo. Si trattava, comunque, di un lento e tenace processo d’interiorizzazione, che doveva a breve scadenza produrre i suoi esiti ragguardevoli.

Nella sua recente produzione il discorso di MariaPia appare ricondotto ad una coerente ed equilibrata funzione di spazi, di piani, di linee, di volumi. Esso si e fatto più spoglio, più essenziale, riscattandosi da quelle incrostature e remore lessicali che lo appesantivano e ne impedivano la giusta messa a punto. Oggi sembra che MariaPia affronti con più commossa partecipazione e con più sicuro impegno la realtà delle cose; ne verifica le dimensioni con gelosa trepidazione; ne scruta le altezze e le profondità; ne accoglie la intima risonanza con naturale disponibilità psicologica e con disinvolti interventi. Ed il suo è un lungo itinerario, espressionistico ed astratto insieme, emotivo ed intenso, gremito di presenze umane e simboliche, di figure, di paesaggi e di memorie, sul quale si innerva un tessuto cromatico, denso e vibrante che determina i caratteri essenziali delle forme ed il loro dinamismo, rilevando anche le antinomie dei contenuti.

Passando liberamente dal concreto all\'astratto, dal naturale al tropologico, con pennellate secche ed umorose, larghe ed avvolgenti MariaPia sconfina, talora, perfino nella connotazione surrealisticheggiante, od al limite dell\'inconscio o dell\'onirico, con una segreta emblematica. A dispetto delle tante degerazioni \"correntizie\" di oggi e di tanti freddi, inconsistenti e cerebrali sperimentalismi, la sua pittura ha un suo volto definito ed ha un\'anima ed un fuoco che la pervadono. Essa travalica il mondo delle apparenze tutta convogliata com\'è con fluente ed esuberante estro verso il recupero di un mondo umano e sensitivo, un mondo non privo di roventi conflitti, di curiosi paradossi, che si colloca nell\'epica quotidiana con la sua prorompente dinamica ed i suoi brevi momenti di pausa e di sospensione dove la resa poetica delle immagini, nella sua drammatica e a volte suggestiva declinazione, riverbera l\'inquietante sensibilità della pittrice, la sua confittualità tra il reale e l\'ideale, tra l\'ansia concettuale che la stimola e la verità esistenziale che la penetra.

L\'osservatore attento se ne renderà conto, leggendo le sue opere, le quali, almeno quelle pronte per essere allineate in un\'altra personale, a Taranto (la sua meravigliosa terra di origine) compendiano felicemente un altro ciclo più quieto, rispetto a quello ironico polemico precedente, e contrassegnato, presentemente, dall\'irrompere delle tonalita azzurre; di quel colore azzurro, che specialmente quando e scurito – ha detto Kandinsky – \" chiama l\'uomo verso l\'infinito, la profondità sovrasensibile e la quiete \" e che deve essere per MariaPia plurivalente e carico di suggestione, se anche le sue poesie, pubblicate in volume dall\'editore Rebellato nel ’70, recano il titolo \" Nasco all\'azzurro \". Anche nell\'area della pittura, allora, come in quelle della poesia, questa gentile messaggera dell\'arte, attraverso la sua travagliata ricerca espressiva, si sente rinascere, di quando in quando, all\'azzurro. L\'arte è quindi per lei una necessità vitale; e una finestra spalancata sul mondo da cui passa un benefico respiro che ci libera dai condizionamenti esistenziali, dalla angoscia e dalla solitudine che la vita frenetica d\'oggi, nostro malgrado, spietatamente ci impone.

Prof. Mario Gorini