Poesie

II mio calice d’universo

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II mio calice traboccante d’universo
l’ho dato, amico

Ma oggi non vale cinque lire
e non avrei dovuto cederlo
non e stato sorseggiato
centellinando
il nettare dell’amore.

Gli hanno messo dentro
veleno
non i voli di allodole
o i deserti arrossati
di nuvole sanguigne
e c’era l’anima
e le stelle.

La mia testa fuma
come un capriolo
al ceppo di un camino:
non avrei dovuto offrire
la musica di quel cristallo
lo scintillio dell’anima
la spuma della vita.

I mio calice traboccante d’universo
l’ho donato, amico.

Mi è costato
costruirlo di brina
rugiada
vento
aria
mare.
e palpita
la richiesta di un perdono
la luce
di una lacrima non pianta.

 

Copyright ©2018 Pival – Maria Pia Solito Valerio