Terapie e Cure

Biotensor (istruzioni all’uso)

Introduzione 

Il Biotensor si tiene con la mano destra in modo che tutti i polpastrelli tocchino il manico, anche il pollice. Se siamo in piedi e testiamo un luogo, si tiene l’altra mano rivolta verso terra o verso cielo a seconda che ci si alimenti dal basso o dall’alto. Se siamo seduti e testiamo un oggetto, teniamo l’altra mano sopra lo strumento a distanza di 10-15 cm.

Se il Biotensor porta una spirale o un cerchio, può essere impugnato in modo che questo sia parallelo al piano, o in modo che sia perpendicolare.

Nel 1° caso taglia o chiama, nel 2° ruota in senso orario o antiorario. Ma anche tenendo il cerchio parallelo al piano, può accadere che esso compia delle oscillazioni circolari verso destra o sinistra. Ciò viene interpretato come qualcosa che andava meglio in passato o andrà meglio in futuro, indica una dislocazione temporale.

In genere, se tengo il Biotensor con la mano destra, il suo giro giusto è quello orario; se lo tengo con la sinistra è antiorario, la polarità si inverte (non fa differenza in questo che io sia destro, mancino o ambidestro).

Esercitazioni iniziali

All’inizio occorre esercitarsi un po’, per prendere confidenza con lo strumento.

Posizioniamoci verso Nord, perché è la posizione di ricezione migliore. Se vediamo dove il sole sorge, e lo mettiamo alla nostra destra, davanti a noi c’è il Nord.

Se non si sa dove sorge il sole, alziamo verticalmente la mano sinistra e teniamo con la destra il Biotensor verticale. Il Nord è davanti a noi quando il Biotensor si muove di più.

Ora vediamo se siamo in un luogo adatto. Testiamo il pavimento tenendo il Biotensor parallelo ad esso e mettendoci sopra a 15-20 cm la mano sinistra.

Cerchiamo un punto dove il Biotensor oscilli verticalmente, cioè chiami, dica sì. Se il Biotensor taglia, dice no, cioè oscilla parallelamente al piano di terra, il luogo non va bene ed è perturbato, per cui scegliamone un altro. Se l’estremità si muove in senso antiorario, potremmo essere su un nodo di Curry, che è geopatogeno.

Lo strumento può anche restare fermo, indifferente.

Come cercare un punto positivo

Il Biotensor si tiene parallelo al piano col cerchio piatto a O, oppure verticale, a I.

Si impugna il Biotensor con la mano destra (il contrario per i mancini totali), col braccio morbido piegato a squadra e il gomito vicino al corpo. Si mette l’altra mano col palmo sollevato e il gomito piegato allo stesso modo, e si prova se il movimento è più accentuato tenendo il palmo rivolto in alto o in basso.

Elettrosensibilità

Chi è elettrosensibile e resta in una stanza con onde nocive, dopo un po’ ha mal di testa e un senso di malessere. Come si fa a vedere quanto siamo elettrosensibili? Si può alzare il palmo sinistro verso un neon del soffitto, tenendo nella destra il Biotensor. Lo stesso davanti alla tv, alzando la nostra mano verso la Tv e mettendo tra il palmo e lo schermo lo strumento. Se taglia, va male.

-Immaginiamo che in un certo luogo il Biotensor dia una forte risposta negativa, vuol dire che quel luogo non va bene per noi, ci può essere un’energia negativa che ci indebolisce, ci ruba energia. Per verificare se è vero, possiamo fare una semplice prova di resistenza, alziamo il braccio destro a squadra e lasciamo che qualcuno cerchi di abbassarlo con una certa forza; nei luoghi negativi il nostro braccio crolla subito, in quelli che ci ricaricano, riusciamo a resistere di più. Nei luoghi perturbati abbiamo un crollo muscolare, come se le energie ci abbandonassero.

È chiaro che in un punto negativo dobbiamo sostare meno possibile, non può andare bene per dormirci, per passarci cioè 7 o 8 ore al giorno, perché potremmo riceverne dei danni, e non va bene usarlo per la scrivania o il tavolo da lavoro. A volte basta spostare di mezzo metro o di un metro la nostra posizione per uscire dal punto incriminato.

Il nostro organismo potrebbe essere forte e non avvertire la differenza tra un luogo e un altro, o debole con un sistema immunitario poco efficiente o con patologie già in atto e il calo di energia potrebbe danneggiarci.

In Germania hanno verificato che ci sono strade del cancro, o linee verticali in uno stesso palazzo, punti CA, punti cancro, che portano a malattie tutti quelli che dormono sulla verticale, anche se sono a piani molto alti. Per questo motivo, se qualcuno è morto di cancro in una casa, sarebbe bene verificare se il punto dov’era il suo letto è negativo e, nel caso, sarebbe bene non dormire in un letto messo nella stessa posizione.

 

Test di vario tipo:

 

  • Testa il Biotensor stesso provandolo sopra il dorso della mano sinistra. Si muove orizzontalmente, taglia, perché i dorsi sono negativi.

    Osserva anche il movimento rotatorio del Biotensor tenuto col cerchio verticale che si inverte da palmo a dorso della mano sinistra.

    Sul palmo della mano sinistra dovrebbe muoversi su e giù in verticale, chiama, perché i palmi sono positivi. Se non è così, potrebbe esserci un blocco energetico.

  • Osserviamo che, curiosamente, se si incrociano le gambe, la polarità si inverte. (Per questo si fa rilassamento senza incrociare gli arti; dovremmo dormire con le gambe e le braccia non incrociate. Invece nella meditazione yoga l’incrocio delle gambe serve proprio a schermare il corpo interrompendo il flusso di informazioni che arrivano dall’esterno).
  • Se si mette il Biotensor verso una persona e poi le si fa incrociare le braccia o le gambe, si vede che il Biotensor va in blocco. Incrociare gli arti manda in blocco l’energia. Non si dovrebbe incrociare nulla, nemmeno nel sonno, per non bloccare l’energia. Eppure in meditazione si incrociano gambe o braccia proprio per bloccare gli input che vengono o dall’interno o dall’esterno. Così non si emette e non si assorbe, si entra in blocco, con riduzione del livello energetico.
  • Si può vedere che i polpastrelli hanno energia alternata, +, meno, +, meno, e +, e che ogni 20 secondi la loro polarità cambia. Se mettiamo l’antenna tra pollice e indice senza toccarli, poichè la loro polarità è contraria il Biotensor va dall’uno all’altra, se lo mettiamo tra pollice e medio va perpendicolarmente.
  • Il Biotensor può essere provato su una pila, sul polo positivo andrà su e giù, su quello negativo si muoverà orizzontamente. Se lo metto tra due pile, col + di una pila e il + di un’altra andrà in perpendicolare, o se lo mettiamo tra il meno e il più si muoverà dall’una all’altra. Nella fisica del magnetismo si dice che poli uguali si respingono, poli opposti si attraggono.

I movimenti del Biotensor

Quando abbiamo un’oscillazione perpendicolare, si dice che taglia. Quando lo strumento unisce due oggetti si dice che chiama. Il Biotensor che taglia dice no, se chiama dice sì. (lo stesso movimento che facciamo col capo per dire sì o no).

Quando si tiene il Biotensor con la mano destra e si è destrorsi, esso ruota in senso orario. Se lo si passa alla mano sinistra si vede che gira in senso antiorario, questo perché le due parti del corpo sono simmetriche e hanno opposta polarità. Il senso in cui il Biotensor ruota si chiama SPIN. Ci può essere dunque uno spin orario e uno antiorario. All’inizio occorre esercitarsi un po’, per prendere confidenza con lo strumento.

Alcuni si alimentano di più dall’energia che viene dal cielo, altri dalla terra. Sapremo così da dove ci vengono le energie maggiori, ognuno ha poi il punto cardinale dove riceve di più, di solito è il NORD.

Un ambiente, una stanza, non è solo uno spazio fisico, ma un campo di energia dove agiscono delle onde. Queste possono essere perturbate da varie cause che possono essere di natura elettromagnetica. In genere alcune di queste onde negative possono essere schermate da campi elettrici con una piccola pianta parassita che si chiama Tillandsia.

 

La Tillandsia

Per chi è elettrosensibile una piccola schermatura è costituita dalla Tillandsia. La Tillandsia può essere fresca (spruzzarla d’acqua ogni due o tre giorni) o secca, se è fresca fa dei piccoli fiorellini rosati. È una pianta aerea, parassita, senza radici, originaria dal Brasile dove cresce sui tralicci elettrici perché mangia elettricità. Vive generalmente sugli alberi e sulle rocce, ma in Brasile possiamo trovarla sui pali dei fili elettrici e sulle antenne televisive.

Possiamo comprarla dai fiorai, non ha radici e viene incollata con Attak su una pietra, un piattino, un legnetto ecc., ma si può comprarla nuda, senza sostegno.

“Assieme all’umidità la Tillandsia cattura il pulviscolo atmosferico che contiene agenti inquinanti, per questa proprietà è stata studiata anche come biorivelatore di inquinanti atmosferici in particolare per rivelare gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), sostanze provenienti dalla incompleta combustione della benzina e del gasolio sospettate di causare il cancro.

La pianta è stata testata per sei mesi sulla trafficatissima circonvallazione di Firenze, per iniziativa del botanico Luigi Brighigna dell’Ateneo fiorentino, che ha poi portato le piantine “inquinate” al dipartimento di chimica ‘Ciamician’ di Bologna, attrezzato per studiarle. Secondo i risultati del test, resi noti dall’Università di Bologna, la Tillandsia può essere usata per monitorare l’inquinamento, ma anche, in dosi massicce, per assorbire le polveri cariche di idrocarburi policiclici aromatici, ovvero i benzopireni accusati di essere cancerogeni, provenienti dall’incompleta combustione della benzina e del gasolio.

La mancanza di radici ha permesso inoltre, di analizzare le sostanze depositate escludendo le interferenze con il terreno. La Tillandsia non solo cattura gli inquinanti, ma è in grado di assorbirli ed eliminarli, metabolizzandoli, ovvero “mangiando” una discreta quantità di inquinanti: 0,2 milligrammi per chilogrammo di pianta. Costa poco e sono già state ipotizzate le applicazioni: una piccola parete può essere usata per disinquinare un appartamento, ma non si esclude in futuro l’ipotesi di interi pannelli pieni di piante da collocare sulle autostrade e sulle vie cittadine di grande traffico.” (Wikipedia).

La Tillandsia è una pianta interessante, che ha le stesse caratteristiche del Vischio. Il Vischio però dopo 2 o 3 prove si impregna ed è da buttare mentre la Tillandsia può essere usata anche per 3 anni. è una pianta parassita, come il Vischio, ma è anche migliore (il Vischio era usato dai Druidi celtici e veniva colto sulle querce al plenilunio quando la sua potenza protettiva era massima, il Druido non lo toccava con le mani per non impregnarlo ma lo staccava dalla quercia con un falcetto d’oro e probabilmente lo usava poi per testare le energie della terra).

La Tillandsia appare in almeno 200 varietà, ogni cespuglio ha un fiore diverso. Ha una forte sensibilità all’acqua e ai campi elettromagnetici e, messa sopra le vene d’acqua o sul nodo di Curry, taglia. Dunque si può andare in giro per la casa con una scatolina di plastica con dentro della Tillandsia anche secca con sotto il Biotensor e trovare i campi magnetici emessi dalle vene d’acqua sotterranee o dai nodi.

Con questa pianta ci si può schermare. Per esempio ci sono persone che sono costrette a lavorare in ambienti continuamente illuminati con tubi al neon e il neon ci fa molto male. Tenendo in una mano il Biotensor verticale e alzando l’altro palmo verso il neon si vede che lo strumento taglia, ma, se su una nostra foto mettiamo la Tillandsia, siamo schermati e lo strumento chiama. La cosa curiosa è che, se mettiamo una nostra foto in un luogo non patogeno della casa, con sopra la Tillandsia, essa ci protegge anche a 200 km da casa, almeno così dicono i radioestesisti. Meglio se abbiamo una foto di noi da soli a figura intera.

Sembra che questa pianta possa proteggerci dalle onde della TV, dei ripetitori, PC ecc. Non si impregna mai. Funziona sia che sia fresca o secca allo stesso modo. Va bene per schermare chi è elettrosensibile e scherma persino i cellulari che sono quanto di più nocivo possiamo immaginare. Si può addirittura fotografare il cellulare, e metterci la Tillandsia sopra, e la schermatura sembra che protegga il proprietario ovunque sia (provare per credere. I test della radioestesia sono strabilianti!. Non ci chiedete perché, possiamo solo verificare, anche se il tutto sembra magia pura).

Se in un ambiente ci sono impurità, sarebbe bene schermarlo. Le impurità potrebbero essere causate da cause geopatogene o venire da foto, arredi, mobili…

Il Vischio

Un radioestesista svizzero scherma gli ambienti da influssi negativi usando bottigline contenenti palline di Vischio (una bottiglina per stanza). Il Vischio è una pianta parassita, come la Tillandsia, cresce in genere sulle querce che anticamente erano associate al dio del cielo (polarità positiva) e al fulmine.

Il Vischio si impregna facilmente, basta tenerlo in mano dieci minuti. “La raccolta del Vischio con falci d’oro in cima a picche corrisponde a un rito magico-curativo da farsi il 6° giorno dopo la luna piena” (Plinio).

Il sacerdote dei Celti, il druido, considerava il Vischio una pianta sacra e lo staccava dalla quercia in una notte di plenilunio (quando il suo potere era più forte) con un falcetto d’oro. Non abbiamo nessuna spiegazione scientifica che giustifichi in qualche modo questo rito, ma del resto tutto quanto diremo sulla radioestesia non è scientifico nè può essere spiegato razionalmente.

 

Come testare alimenti o medicinali

Tutti gli esercizi vanno fatti quando si è in buona salute, senza anelli o orologi o braccialetti, su tavoli sgombri e liberi da oggetti o carte, e senza persone vicine o appoggiate al tavolo. Evitiamo di fare test su figure o foto che abbiano accanto o sopra o sotto disegni, numeri, parole, perché ogni forma ha la sua energia ed emette le sue radiazioni. Appoggiare bene i piedi per terra. Tenere bene sulla verticale oggetto parte finale dello strumento e mano che fa da contrasto.

Si mette l’alimento o il medicinale senza involucro su un tavolo (su un piattino bianco o un foglio) e su di esso a 20 cm si pone la parte sferica del Biotensor, sopra, si pone l’altra mano (senza anelli o orologio o braccialetti) e si guarda come lo strumento si muove.

  • Se si muove in verticale (chiama), quell’alimento o quel medicinale mi vanno bene.
  • Se sta fermo, vuol dire che per me non è nè positivo nè negativo.
  • Se taglia, può essere che mi faccia male.

Ovviamente il risultato è diverso per ognuno. Lo strumento registra solo la compatibilità tra un certo organismo e un certo oggetto.

Così si individuano facilmente gli alimenti i medicinali che mi possono andar bene o no in questo momento, e questo ci permette anche di individuare la dieta più adatta per me in questo periodo.

La prova può avere esito diverso via via che ingeriamo dosi ell’alimento o del medicinale in questione, per es. al 1° bicchiere di vino mi dice sì, al 2° mi dice ancora sì, al 3° può dirmi di no, perché non ne posso bere troppo. Se c’è troppo alcool dentro di me, il Biotensor correlerà tra alcool e alcool e taglierà, perché taglia tra due poli simili e chiama tra due diversi.

Oppure l’esito può cambiare a seconda di come sono al momento del test le mie condizioni di salute. Se ho un attacco di gastrite è probabile che il caffè o anche il thè non mi siano tollerabili, come i formaggi fermentati. Se ho la glicemia alta, risulterò in contrasto con l’assunzione di cioccolata o dolci ecc. Se ho la pressione alta, mi dirà di no per carni rosse e zuccheri.

Il risultato può cambiare anche spostandosi da un luogo a un altro, perché noi siamo sempre connessi a tutto, il clima, l’ambiente, per cui una cosa mangiata in un posto può farci un effetto diverso dalla stessa mangiata altrove. Per es. i colitici psicosomatici che hanno difficoltà a farsi una dieta, sanno che lontano dal lavoro o dalle preoccupazioni, in un posto di vacanza dove stanno bene, possono mangiare molte più cose che nello stress quotidiano, ecc.

Possiamo scoprire intolleranze temporanee che richiedono solo qualche dieta o vere intolleranze alimentari, cibi che sempre e comunque ci fanno male, o metalli che non dovremmo portare addosso o nelle protesi.

I motivi per cui un certo cibo può non andare bene possono essere molti, per esempio, se è carne, l’animale può essere stato malato, può avere avuto il cancro e noi introietteremmo la sua frequenza pericolosa; la verdura o la frutta possono essere state trattate con pesticidi pericolosi, oppure sono io che in quel momento non dovrei mangiarne, per motivi attinenti al mio metabolismo.

Teniamo presente che se il Biotensor taglia su un certo cibo, non è detto che abbiamo una intolleranza per quel cibo, potrebbe essere una cosa momentanea. Per es. se taglia sul caffè potrei avere il fegato infiammato o una leggera gastrite, ma nulla che non si possa curare con un po’ di dieta per un breve periodo. Insomma la radioestesia può darci qualche indicazione, ma non è sostitutiva di un medico.

Nel caso si abbia qualche sospetto maggiore, si dovrà comunque ricorrere a uno specialista o a un allergologo. La medicina è una cosa troppo seria perché possiamo pensare a rimedi fai da te.

Resta comunque una pratica interessante che vale la pena studiare.

 

Come testare i luoghi patogeni

Se prendete una foglia fresca di una pianta e la tenete per il gambo, mettendo sotto di essa un Biotensor potete testare i luoghi patogeni, però la vostra mano scarica l’energia della foglia in pochi minuti, dopodichè non è più buona. Probabilmente i sacerdoti celti usavano il Vischio appena colto con la stessa funzione. Il problema è isolarlo dalla mano affinchè non si scarichi. I druidi lo staccavano dalla quercia con un falcetto d’oro, facendolo cadere su un panno bianco, ma non sappiamo poi come venisse usato. Noi potremmo provare ad usare una pinza d’oro o di ceramica o tenerlo dentro un contenitore isolato.

Se invece vogliamo scegliere un luogo del nostro giardino dove piantare qualcosa o del terrazzo o della casa per posizionare un vaso con una pianta, si può prendere un pezzetto della pianta stessa, una foglia o un rametto, e porlo sopra il Biotensor girando vari punti finchè se ne trova uno in cui il Biotensor mostra la compatibilità della pianta col terreno. Lo si può fare, ad esempio, col rosmarino, pianta di facilissima crescita, se si trova il punto giusto dove piantarla, che può vivere poi per molti anni.

La scelta del regime alimentare

Il Biotensor è utilissimo per il regime alimentare, non solo la dieta intesa come dimagramento ma l’alimentazione come possibilità di scegliere cibi sani o alimenti con cui siamo compatibili.

Feuerbach diceva che noi siamo ciò che mangiamo, in realtà noi siamo il risultato di una serie di fattori che interagiscono con noi, alcuni visibili, altri invisibili e la radioestesia ne tiene conto. Il Biotensor ci aiuta a scegliere gli alimenti secondo l’energia che emanano e il rapporto con la nostra energia.

Quasi tutte le religioni hanno tabù alimentari e molti riguardano proprio la carne. Per esempio ebrei e musulmani vietano di mangiare carne che non sia stata macellata in un certo modo o uccisa in un certo modo.

La radioestesia ci mostra che un animale che ha sofferto nel momento della morte, si impregna di una energia negativa che passa poi a noi. Gli ebrei mangiano solo carne kasher (o kosher), cioè pura, macellata secondo modalità rituali, da macellai istruiti da rabbini. L’animale deve essere ucciso in un modo non doloroso, o la carne resta impregnata dell’energia negativa del dolore. Gli animali saranno uccisi con un taglio netto alla gola che ne assicuri il totale dissanguamento e deve scomparire ogni traccia del loro sangue. Il sangue contiene la forza vitale dell’animale e non deve passarla all’uomo.

Nel mondo ebraico i divieti alimentari sono moltissimi: è vietato, per es., mangiare nello stesso pasto carne e latticini. Si dice: “Il vitello o l’agnello non devono annegare nel latte della loro madre”. Curiosamente ritroviamo la stessa separazione nella dieta dissociata.

Le regole sul cibo sono anche nella Bibbia (Pentateuco) e riguardano animali non kosher, volatili, pesci e insetti. Migliaia di volumi sono stati scritti sull’argomento e molti di questi sono vecchi di duemila anni.

Non sono kasher e dunque non possono essere mangiati: il maiale, il cavallo, il coniglio, il pesce gatto, l’anguilla, i frutti di mare. Altre regole riguardano il formaggio e il vino.

Un cibo può essere nocivo anche perché viene da una zona inquinata. Per questo oggi all’estero ci rifiutano le mozzarelle e l’ortofrutta alla diossina provenienti dalla Campania.

Il fisico Popp diceva: “La frutta e la verdura che crescono in una zona geopatogena assorbono determinate frequenze d’onda e noi mangiamo anche quelle”. Lo stesso discorso vale per animali malati, per esempio pesce al piombo, mucca pazza ecc.

Ci domandiamo cosa succede al nostro organismo di fronte a cibi prodotti con OGM, le cui frequenze sono state modificate. La scienza non sa decodificare gli effetti delle variazioni, ma egualmente assistiamo all’aumento esponenziale delle intolleranze alimentari.

Quando per 10 anni farine con OGM furono diffuse in Italia occultamente, i consumatori non ne sapevano niente ma le intolleranze aumentarono di colpo, in particolare la celiachia, o intolleranza al glutine. Potremmo avere mal di testa o disturbi digestivi o della pelle dovuti a intolleranze non riconosciute. E testando il cibo e cambiando dieta i disturbi possono scomparire.

L’assunzione di farmaci

Lo stesso vale per l’assunzione di farmaci, di cui possiamo anche valutare l’effetto a livello energetico o di cui possiamo variare meglio il dosaggio.

Se abbiamo ingerito una medicina ed essa fa ancora effetto, il Biotensor lo segnala, va da uguale a uguale, dunque taglia, indicando quando non ne abbiamo più bisogno.

Purtroppo le intolleranze a medicinali possono essere tanto forti da produrre veri shock anafilattici.

Parlando di medicine, ricordiamo che non ci sono solo i farmaci allopatici ma anche quelli omeopatici. In Francia essi sono riconosciuti dal Ministero della Salute e passati come i farmaci normali, al punto che ci sono più farmacie omeopatiche che allopatiche. In Italia, invece, il Ministro Sirchia del Governo Berlusconi ha tolto ogni riconoscimento all’omeopatia, rifiutando il fatto che milioni di persone nel mondo si curino con questo metodo non invasivo con ottimi risultati. Il Ministro stesso è stato poi accusato di un giro di mazzette da parte delle società farmaceutiche.

Ma i farmaci omeopatici richiederebbero attenzioni particolari, per esempio dovrebbero essere fabbricati a luna calante e in precise condizioni di purezza ambientale, ma la produzione industriale delle ditte non rispetta queste regole e ne consegue che un 30% dei prodotti omeopatici risulta neutro, inefficace, e può essere buttato perché equivale a placebo. Ma anche questi possiamo testarli al momento dell’acquisto.

 

Come testare i fiori di Bach

Col Biotensor possiamo anche cercare da soli quali fiori di Bach sono migliori per noi o testare altri rimedi naturali o le pietre o i cristalli che ci possono far bene e con cui siamo compatibili.

Nel caso di prodotti in gocce, possiamo anche “chiedere” al Biotensor se va bene una goccia, due ecc., se dice sì: chiama, quando dice no si interrompe l’assunzione.

Poichè non sappiamo mai esattamente cosa ci sia dentro gli alimenti o come sono stati trattati, con quali conservanti e additivi, o se siamo in presenza di alimenti transgenici o no, o quale compatibilità abbiano con noi, c’è chi usa il Biotensor mentre fa la spesa, prima di acquistare i prodotti o prima di mangiarli.

La nostra civiltà sta producendo alimenti sempre più alterati, abbiamo cominciato coi conservanti e i coloranti per arrivare agli organismi geneticamente modificati e di converso abbiamo avuto un aumento incredibile delle intolleranze alimentari. Ma il nostro corpo sa esattamente cosa ci può far bene o male.

Sofisticazioni e frodi alimentari

Ci sono poi i prodotti alterati. Purtroppo l’Italia sembra godere di un triste primato in materia di sofisticazioni e frodi alimentari.

Si tratta di salute. E anche di un mercato importante che potrebbe vanificarsi. In questo paese si è fatto di tutto contro il consumatore: olio d’oliva adulterato colorato col verdone (il mercato ha il fatturato di quello della cocaina, un miliardo di € l’anno, ma il 75% di olio non ha origine certificata), mozzarelle di bufala tagliate con latte in polvere boliviano o alla diossina (metà dei caseifici DOP, Denominazione di Origine Protetta, sofistica la mozzarella), pesce sbiancato con calce e soda caustica (mercato di Napoli chiuso dai Nas), molluschi greci e turchi che arrivano in Tir e sono addizionati ad antibiotici, anguille cinesi venduta a Comacchio e asparagi cinesi venduti ad Albenga, milioni di bottiglie di vino corrette con acido tartarico e coloranti, capperi marocchini spacciati di Pantelleria, miele moldavo pieno di pesticidi venduto come millefiori “made in Italy”… Non abbiamo il dovere e il diritto di cautelarci?

Ci sono persone che da molti anni possono mangiare pane o pasta solo in Spagna ma in Italia no. Ed è già capitato (negli Stati uniti per es.) che i governi abbiano usato come cavie la popolazione in test di cui la popolazione stessa non è mai stata avvertita.

La bioinformazioni dei cibi passano ai biofotoni del nostro corpo

Popp, la più alta personalità nella biochimica dice: “Le bioinformazioni che riceviamo attraverso l’alimentazione e la loro risonanza vengono trasmesse ai biofotoni del nostro corpo”. La teoria dei biofotoni, propugnata dal fisico Popp, offre l’interpretazione che l’evento biologico primario alla base della vita, e anche delle alterazioni che portano alla malattia, sia un evento fisico di natura elettromagnetica Tutto ciò apre la strada a nuovo modi di fare terapia. Secondo Popp, l’energia elettromagnetica gioca un ruolo fondamentale nella sfera biologica.

Anche Heisenberg, premio Nobel per la Fisica, afferma che “l’energia magnetica è l’energia elementare da cui dipende tutta la vita dell’organismo”, in quanto capace di modificare l’energia cinetica sia a livello atomico che molecolare.

Il corpo umano cerca di vivere in una costante condizione di equilibrio, un equilibrio mantenuto soprattutto dall’energia elettromagnetica prodotta dalle cellule del nostro organismo. Essa è necessaria per far funzionare bene le varie parti della cellula, le cellule di uno stesso organo e quindi i vari organi di uno stesso sistema vivente.

Le cellule di uno stesso organo, per il fatto stesso che hanno identica composizione molecolare, comunicano ed interagiscono utilizzando tutte uno stesso segnale elettromagnetico che si propaga facendole “vibrare” con lo stesso tipo di frequenza, che le fa entrare in risonanza tra loro.

Tutti i sistemi viventi presentano una debolissima emissione di “quanti energetici” che interessano i fenomeni vitali, essi sono detti “biofotoni” e si propagano con la velocità della luce. La loro esistenza ci consente di comprendere l’elevato passaggio di informazioni dentro la cellula stessa e tra cellula e cellula, indispensabili per avviare il metabolismo, la crescita e la differenziazione cellulare.

I biofotoni rappresentano, nell’ambito della cellula e dei rapporti intercellulari, un vero e proprio linguaggio per la trasmissione di informazioni in codice. Anche i processi enzimatici, essenziali per la dinamica del buon funzionamento della cellula, sarebbero guidati da segnali elettromagnetici. Non ultima, anche l’informazione genetica, che regola le cellule specializzate a svolgere determinate funzioni, sarebbe determinata da fattori elettromagnetici.

Secondo Popp, i biofotoni nascono nel nucleo cellulare, che funziona come una stazione radio guidando i processi cellulari con l’emissione di un campo elettromagnetico. Questa stazione radio è in grado di ricevere ed elaborare i vari segnali elettromagnetici che giungono dall’esterno. Diventa così importante inviare alle cellule messaggi di salute, “ricordare” loro il giusto linguaggio, per poter attivare il loro metabolismo e le emissioni dello stato di salute. Queste “informazioni guida” vanno all’organismo sotto forma di quanti.

Nel caso di un organismo sano, l’intervento di una “emittente di messaggi di salute” ha la funzione di ottimizzarne al massimo la resa, consentendo una eccellente qualità di vita.

Nel caso di un organismo ammalato, l’invio di frequenze idonee, cioè tipiche delle cellule sane, fa arrivare “suggerimenti” o “messaggi correttivi” che indicano la via da seguire, per riorganizzare su schemi normali l’attività cellulare alterata.

Se ci allarghiamo alla Medicina Olistica si scopre che la teoria quantistica non riguarda solo la produzione di campi magnetici terapeutici in senso tradizionale e fisico. Ci sono teorie recenti che individuano nell’elettromagnetismo il meccanismo d’azione tipico dei rimedi omeopatici.

Anche dal punto di vista dell’Agopuntura, potremmo dire che l’energia che scorre attraverso i meridiani è un’energia elettromagnetica o analoga ad essa.

Anche nella Medicina Allopatica convenzionale si riconosce, oltre al meccanismo chimico, un meccanismo “informativo-vibrazionale” dipendente da radiazioni elettromagnetiche.

Queste nuove teorie, applicate alla fisiologia ed alla clinica medica, cercano di trovare nella fisica, e più esattamente nella biofisica, la spiegazione dei meccanismi che presiedono ai fenomeni della vita e che causano malattie per cui la biochimica non ha dato ancora risposta. Si aprono così nuove strade alla ricerca. I biofotoni corrispondono ai quanti di Max Plank, uno dei maggiori fisici moderni.

Se mangiamo un prodotto non biologico, ci alimentiamo anche di frequenze d’onda non compatibili. La Roche è stata la prima società al mondo a scegliere prodotti biologici e a misurarne i biofotoni per stabilire se sono sani.

Circa l’omeopatia, eminenti studiosi come Aiuti o Garattini o Dulbecco o Rita Levi Montalcino si sono pronunziati contro la sua efficacia, eppure l’omeopatia continua ad essere praticata con ottimi risultati, è una prassi clinica diffusa e i suoi effetti su neonati o animali provano che non è un placebo.

I profumi

Sarebbe bene testare anche i profumi. Un profumo ha un’onda energetica molto persistente in cui circolano determinate informazioni che possono rientrare in una terapia.

Gli antichi Egizi avevano la conoscenza di profumi terapeutici. Si dice che anche le energie disincarnate (spiriti buoni o demoni) possono manifestarsi come profumi o cattivi odori. E tutto il mondo antico conosce terapie o rituali attuati mediante essenze (aromaterapie).

Purificatore dell’ambiente risulta essere da sempre l’incenso che, con la mirra, libera dalle infestazione e purifica persone e luoghi. Il suo uso è antichissimo. Compare nei papiri di medicina degli antichi Egizi insieme ad altre essenze che guariscono o allontanano le energie cattive.

I tre doni dei re Magi al Bambino Gesù sono appunto oro, incenso e mirra. L’oro è legato al mondo divino e ha la funzione di isolatore, incenso e mirra sono essenze purificatrici contro le energie cattive.

Le piante reagiscono alle energie cosmiche e telluriche

Le piante possono reagire alle energie irradiate dal sottosuolo, ma sono influenzate anche dalle radiazioni provenienti dal cielo, non solo il sole ma anche la luna, come sa ogni agricoltore. Risentono quindi di energie cosmiche e telluriche.

I contadini sanno che le piante sono influenzate nel loro ciclo di crescita dell’energia lunare, che è diversa nelle sue fasi, e diventa particolarmente forte nella fase di luna piena, per cui per le semine o la vinificazione si osservano le fasi lunari e le relative radiazioni. Con le tecniche di coltivazioni biodinamiche e biologiche, queste conoscenze tradizionali sono state riprese.

La luce lunare favorisce la germinazione dei semi perché penetra nel terreno a molti centimetri di profondità. Se non ci fosse, i vegetali non riuscirebbero a crescere e a maturare completamente in modo adeguato. Se si sottrae la luce lunare alle piante, esse rinsecchiscono più facilmente, diventano più fragili e sono indifese all’attacco dei parassiti.

Sembra che la Luna stimoli anche la cicatrizzazione delle amputazioni che i vegetali hanno subito e penetrando in profondità stimola la rigenerazione dei tessuti. La Luna, però, può anche avere effetti negativi, infatti i legumi, i pomodori, i cocomeri, le insalate, se esposti a una luce lunare troppo intensa, crescono rapidamente e sviluppano troppo le foglie rispetto ai frutti. L’agricoltura biologica ha ripreso molte antiche regole.

Alcune antiche regole dell’agricoltura biologica

Si semina 4 o 5 giorni prima o dopo la luna piena.

Si semina con luna calante gli ortaggi che non devono fare presto semenza: insalate, lattughe, finocchi, spinaci, agli, cipolle o ortaggi che fanno fronde dal basso: come cavoli, sedano, patate e coste.

Si semina con luna crescente: cetrioli, melanzane, peperoni e zucchine.

Trapianti e innesti si fanno a luna calante, perché quando la luna cala, la linfa sale meno sulla pianta e le talee fanno subito radice.

Quando entriamo nel campo delle energie sottili dobbiamo tener conto di molti fattori, le leggi della natura sono molte, vanno conosciute ed osservate e i popoli antichi le conoscevano probabilmente meglio di noi.

Alcune leggi alchemiche

Ma anche gli alchimisti conoscevano queste leggi e sapevano che certi risultati, nella chimica come nella metallurgia, erano il prodotto di inferenze sottili, non dipendevano solo dalle sostanze usate e dai modi, ma anche da costellazioni, posizioni lunari e solari, luogo, ora, o anche fattori soggettivi psichici, che sono energie anch’esse, relativi allo sperimentatore e che partecipano del processo.

Il ciclo circadiano

Non solo ogni ente emana radiazioni ma queste possono variare nel tempo. Per esempio ogni essere umano ha una sua parabola all’interno della giornata, ossia un proprio bioritmo, e ogni nostro organo ha una sua frequenza della salute e della malattia ma varia poi la sua attività nelle 24 ore secondo una curva parabolica. Si dice che il lavoro di un organo è circadiano (circa diem) cioè cambia all’interno di un giorno.

In Svizzera, quando si sperimentano gli effetti dei medicinali sui paziente, si tiene conto anche dei loro bioritmi, una cosa impensabile in Italia, e il lavoro di un organo, del fegato, per es., non è sempre uguale nelle 24 ore ma è circadiano in modo parabolico con un minimo e un massimo e la somministrazione ne dovrebbe tenere conto.

Ogni organo ha una sua onda di funzionalità per cui dare ad esempio una medicina per il fegato nel momento di picco è diverso che darla nel momento di caduta (la medicina cinese ne tiene conto), per cui le medicine per il cuore andrebbero assunte tra le 11 e le 13, per l’intestino tenue tra le 13 e le 15, per la vescica tra le 15 e le 17, per la vescica biliare tra le 22 e le 24, per i reni tra le 17 e le 19, per il fegato tra l’una e le 3 di notte, per i polmoni tra le 3 e le 5 del mattino, per l’intestino crasso tra le 5 e le 7, per lo stomaco tra le 7 e le 9 di mattina, per milza e pancreas tra le 9 e le 22…).

Quando si dice che certi farmaci vanno presi a digiuno è probabilmente per isolare la loro frequenza dai cibi successivamente inghiottiti, così che l’azione sia più netta.

Non si usa il Biotensor quando ci sono temporali

I temporali possono alterare le radiazioni, i campi d’onda si spostano precedendo il fronte temporalesco, per questo i cani o i cavalli preavvertono l’onda in arrivo del temporale come del terremoto, diventando nervosi, risentono della variazione d’onda a livello nervoso.

Hartmann diceva che quando una perturbazione è a 400 km di distanza, già i test ne avvertono gli effetti, e anche certi sensitivi sono in grado di presentire perturbazioni meteorologiche o movimenti tellurici come fossero delicati strumenti di rilevazione viventi. La capacità di sentire i terremoti prima che se ne abbia notizia sembra appartenere a una percentuale molto alta di persone. Formiche, gatti, vespe.. avvertono con forza le perturbazioni elettriche.

Ci sono medici che determinano se certi prodotti omeopatici vanno bene a un certo paziente testandoli anche sulla planimetria della sua casa, casa che può essere anche in un’altra città. Tutto viene visto in relazione con tutto il resto. Tutto è in tutto. Il risultato è sempre una sintesi sottile e complessa di tutti gli elementi (siamo immersi in un tantra, una trama, come dicono gli Induisti).

 

Come esaminare le protesi

L’acciaio dovrebbe assorbire poco. L’oro assorbe moltissimo, si dice che ha un’enorme memoria, cioè resta impresso da un campo elettromagnetico a lungo, ricorda informazioni in forma frequenziale. Un tempo si facevano in oro i denti, oggi si usano altri materiali ma dovrebbero essere biocompatibili e qui si può entrare di nuovo nel campo delle intolleranze personali.

Anche nel caso di una protesi dentaria, la parte impiantata dovrebbe essere compatibile altrimenti può essere rigettata. Oggi si usano materiali nuovi come il titanio o il tantalio o come composti polimerici e si comincia a parlare di carica negativa.

Il dibattito sui danni prodotti da incompatibilità con protesi dentarie è divenuto ufficiale nei paesi scandinavi che hanno ordinato la rimozione di capsule contenenti mercurio ma in Italia ha trovato l’opposizione della categoria dei dentisti che hanno negato aspramente ogni effetto negativo e poichè in Italia vige il potere delle corporazioni, l’allarme scandinavo non è passato. Ma non è la prima volta che l’Italia è ultima ad accettare la negatività di un medicinale o di un intervento, dopo che tutta l’Europa si è schierata contro.

Abbiamo il caso di una signora di Pistoia che ha perso la vista per una protesi dentaria per lei incompatibile. Ci sono voluti 10 anni di esami tra cui prove allergologiche per arrivare a capo del problema, posso ipotizzare che un bravo radioestesista forse avrebbe trovato in pochissimo tempo la causa. La signora aveva un’intolleranza del 100% al nichel, che era un componente della sua amalgama. Come ho sostituito le sue protesi con altre di rame, c’è stato un immediato miglioramento.

Ovviamente dubito che un radioestesista potrà entrare mai in un ospedale italiano o in un laboratorio di odontotecnica. Possiamo solo sperare che il discorso scientifico delle intolleranze riceva qualche contributo ulteriore dalla fisica dei campi magnetici. L’aspetto allergologico dei materiali è ancora oscuro alla scienza ufficiale e la radioestesia non ha alcuna teoria scientifica di supporto, fa solo intuire che le interazioni con la realtà sono molto più grandi e sottili di quel che crediamo.

Resta il fatto che allergie, eczemi, disturbi oftalmici, disturbi neurologici, patologie gastroenteriche, riniti, faringiti, acufeni non sempre sono malesseri da attribuire allo stress o a uno stile di vita sbagliato che abbassa le difese immunitarie, ma i disturbi possono essere il segnale che i materiali inseriti dal dentista nella nostra bocca o dall’ortopedico nel nostro scheletro possono aver innescato una reazione negativa.

Nelle protesi dentarie figurano leghe e all’Oro, che di solito ne è base, sono associati altri componenti metallici come il Palladio, l’Indio, l’Iridio, il Gallio, l’Argento e il Rame, che durante i processi di fusione e di preparazione sviluppano OSSIDI che a contatto con la saliva e i tessuti parodontali rilasciano IONI metallici che possono esplicare azione tossica sia localmente che in tutto l’organismo. Si possono facilmente ascrivere all’azione tossica locale fenomeni come: sanguinamento delle gengive, afte, stomatiti, arrossamento della lingua, alterazioni del gusto, iperplasie gengivali associate a parodontiti croniche, riassorbimento osseo, eccessiva produzione di placca (ci sono ben 41 tipi di batteri, alcuni dei quali ritenuti responsabili di malattie cardiache e che sono stati isolati talvolta anche in sede di infarto miocardico).

Gli effetti sistemici possono manifestarsi in varie parti del corpo soprattutto a contatto con oggetti di provenienza dall’industria orafa, come anelli, orecchini, collane, monili per il Piercing, adesso così di moda.

Quanto abbiamo detto si ripete per protesi di altro tipo (all’anca o al ginocchio) che siano fatte di materiali personalmente incompatibili.

 

Tratto da: http://masadaweb.org

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