Alimentazione

Alimentazione Naturale

Il desiderio di riavvicinarsi al mondo della natura che così prepotentemente affiora nell’uomo moderno ha creato una nuova consapevolezza riguardo all’alimentazione. Il cibo, che è la parte della natura e dell’ambiente che entra a far parte del nostro corpo e ci dà  vita ed energia, è un importante fattore di benessere e di salute, già  riconosciuto più di duemila anni fa dal medico greco Ippocrate, quando affermava che “il cibo sia la tua medicina e la tua medicina il cibo”. Chi segue i principi dell’alimentazione naturale sa che ciò che mangia contribuisce in maniera determinante a mantenerlo sano o a farlo ammalare. Ma qual è il cibo che fa star bene? Generalizzando, è quello che rimane il più vicino possibile alla sua origine naturale: quindi deve essere di stagione, integrale, non cotto, non dena­turato da procedimenti tecnologici né da eccessive cotture, non conservato, non sterilizzato ma ricco di vitalità  e di valore nutritivo, così come si trova in natura. Gli alimenti naturali si identificano in definitiva con i pro­dotti dell’agricoltura biologica e biodinamica, la quale contribuisce alla salute del pianeta oltre che a quella individuale. L’alimentazione naturale come disciplina, come insieme di regole dietetiche, non ha invece una configurazione altrettanto precisa nè una storia codificata: per alcuni essa è parte di una vera e propria filosofia, il “naturismo”, che ha le sue origini nell’igienismo e nel francese Paul Carton. Per la maggioranza è uno stile alimentare da seguire con buon senso per mantenersi sani e in forma, senza rinunciare ai piaceri della tavola. l:identikit del naturista ci presenta un individuo che si alimenta prevalentemente di cereali integrali, yogurt, legu­mi, formaggi, molta verdura e frutta fresca e cruda; non fuma né beve caffè, mangia dolci fatti con miele e farina integrale e consuma pochissima carne di ottima qualità. Fra i naturisti si contano, soprattutto in Francia, i seguaci dell’istintoterapia e del crudismo, che credono nell’eccezionale valore salutare del cibo crudo, scelto affidandosi all’istinto.

Vegetarianesimo
Nel mondo civilizzato i vegetariani sono diversi milioni, un numero è destinato a crescere sotto la spinta di due diverse tendenze che portano entrambe alla rinuncia della carne, la prima per amore degli animali, quindi per considerazioni prettamente etiche, e la seconda per poter raggiungere un maggior benessere fisico e prevenire molte malattie indotte da un eccessivo consumo di prodotti animali (malattie cardiovascolari, obesità , infezioni alimentari). Il vegetarianesimo, che nella storia vanta adesioni di personaggi come Leonardo, Gandhi, Freud, Russell, Einstem e … Hitler, si oppone al pregiudizio che l’uomo non possa vivere senza carne ed esclude qualunque cibo deri­vato dall’uccisione di animali, anche il pesce, mentre ammette prodotti come lattee uova. Il “vegetarianesimo” è più rigido ed esclude invece tutti gli ali­menti ottenuti dagli animali, miele incluso. Se ben condotta e con una buona conoscenza delle caratteristiche degli alimenti, un’alimentazione vegetariana non crea carenze: dopotutto nel suo significato originale il termine vegetariano vuol dire proprio sano e vigoroso. Per il vegetarianesimo vale, quindi, il principio biologico che ciascun essere vivente ha bisogno del genere di nutri­mento più propriamente adatto alla sua specie ed al suo organismo individua­le. Essere vegetariano, quindi, non è una stravaganza, né una moda o una eccentricità : è un modo di vivere che giova alla salute, sconosciuto ai più, eppure antico quanto l’umanità .

Macrobiotica
Prima ancora che una disciplina alimentare, la macrobiotica è una filoso­fia che trae le sue origini dalle antiche scuole di pensiero orientali. Elaborata dal giapponese Nyoti Sakurazawa, conosciuto con il nome occi­dentale di George Ohsawa, essa può essere definita “l’arte di nutrirsi rispettando le leggi dell’universo e l’equilibrio biodinamico” e permette di applicare nella vita di tutti i giorni dei principi della filosofia orientale. Da cinquemila anni, infatti, una concezione dinamica dell’universo – presente presso le popolazioni orientali – ci insegna la via della felicità  attraverso quella della salute: chi sta bene in salute è felice. La scelta dei cibi e delle tecniche di cottura, in macrobiotica, avviene in armonia con la natura degli alimenti (suddivisi in yin e yang, i due principi o “forze” complementari tra loro, ma antagoniste che in cucina indicano i cibi acidi e alcalini, da compensare tra loro), il temperamento dell’individuo, la stagione, ecc. Tipici di questo indirizzo alimentare sono gli ingredienti della cucina giap­ponese attuale (riso, soia, alghe), ma i macrobiotici, molto attenti alla qua­lità  del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente, consumano esclusivamente prodotti integrali e di coltivazione biologica. Lontana dai vecchi rigori, oggi questa filosofia alimentare si è evoluta e consente un’ampia scelta di piatti preparati spesso in modo raffinato e gustoso, anche per i preparati più tradizionalisti. Può essere considerata una cucina terapeutica: infatti vi sono molti casi di persone guarite anche da gravi malattie grazie alla dieta della “grande vita”.

Dieta Mediterranea
Rappresenta in un certo senso la versione ufficiale dell’alimentazione naturale, così come la comunità  medica l’ha da qualche decennio riscoperta e valorizzata. Tutto risale alle ricerche del medico americano Ancel Keys che, viaggiando in Italia nei primi degli anni Cinquanta, mise in relazione il perfetto stato di salute dei contadini siciliani con la loro alimentazione, parca ma naturale. Rimbalzata dall’America all’Italia e forte di imponenti ricerche scientifiche, oggi la dieta mediterranea è un modello alimentare sostenuto da tutti i dietologi più aggiornati e dall’Istituto stesso della Nutrizione, atto a combattere l’aumento preoccupante delle malattie “della civilizzazione” (obesità , diabete, arteriosclerosi, affezioni cardiovascolari e infarti, stitichezza, diverticolosi e alcune forme di tumori). La sua espres­sione scientifica è data dai LARN (Livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti per gli italiani), che sottolineano il valore preventivo di una alimentazione caratterizzata da una presenza contenuta di carne e altri prodotti animali. Consigliato invece l’uso giornaliero di cereali e dei loro derivati (pane e pasta), di verdura e frutta e di ingredienti tipici della cuci­na mediterranea, come il pesce azzurro e l’olio extravergine di oliva. Sono contemplati anche piatti regionali basati sulla complementazione – cioè l’associazione di diverse proteine vegetali, di quantità  e qualità  a volte superiore a quelle della carne – di origine vegetale.

Nutrizione
Questa giovanissima scienza di origine americana sta conoscendo un crescente successo in tutti i paesi industrializzati, dove l’alimentazione è caratterizzata da una molteplicità  di carenze alimentari. Lo scopo della terapia nutrizionale è proprio quello di ovviare a queste carenze e portare l’organismo in condizioni di equilibrio, ma il suo ruolo è significativo anche nell’ambito della medicina preventiva. Nutrizione (da non confonde­re con la dietologia) significa infatti cura mirata con gli integratori alimen­tari, che sono dei concentrati di nutrienti (vitamine, minerali, amminoacidi), capaci di riempire quei vuoti che si creano nella moderna alimentazio­ne per via di vari fattori (inquinamento, agricoltura chimica, stress, ecc.).

Integratori alimentari
Molti vengono direttamente dal mondo della natura: sono i prodotti delle api, le erbe, il germe di grano, il lievito di birra o le alghe. Altri invece hanno subito una elaborazione tecnologica più o meno spinta e possono essere composti di varie sostanze (amminoacidi, vitamine, minerali, oli­goelementi). Una supplementazione con integratori non è necessaria se si segue una alimentazione corretta, ma lo diventa quando si mangia male o si vive in un periodo particolarmente difficile. In commercio esiste un’ampia varietà  di integratori per i più diversi usi, ma questi prodotti non dovrebbero mai essere oggetto di autoprescrizione (lo specialista a cui rivolgersi in questo caso è il nutrizionista). Vediamo i più importanti.

Germe di grano: sono presenti vitamina A, E, C, macina, inositolo, colina, complesso B e B12, calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro, manganese, zinco. è stata pure scoperta, con esperimenti effettuati su atleti olimpionici, una sostanza (ottacosanolo) che accresce la resistenza alla fatica. Durante il processo di raffinazione alimentare il germe di grano viene asportato cosଠcome l’involucro (crusca). Ne risulta una farina con scarso valore nutritivo. Potete consumarlo nel modo che più vi aggrada, con cereali, yogurt, frullati, succhi di frutta, minestre.
Polline: contiene proteine e amminoacidi, glucidi e lipidi, sali minerali (rame e ferro), vitamine, soprattutto B, K, C. I suoi effetti benefici si possono riassumere in un’azione regolatrice sulle funzioni intestinali, in un aumento del tasso di emoglobina nel sangue e in una ripresa delle forze e del peso nei convalescenti.
Si consuma allo stato naturale al mattino, a digiuno, prima della colazione, o mescolato al burro, alla marmellata, al miele. La dose normale è di 20 g. Pappa Reale: è prodotta dalla secrezione delle ghiandole faringee e man­dibolari delle api operaie e si presenta fluida e opalescente ed ha un sapo­re aspro. Contiene acqua, zuccheri, protidi, lipidi e alcune vitamine quali le B1, B2, PP, B6. Contiene anche antibiotici e altre sostanze non ancora individuate. Anche se non le viene riconosciuto un valore terapeutico, ha un effetto vitalizzante, tonifica l’attività  metabolica generale aumentando l’appetito, aumenta la crescita nei neonati sottoalimentati, la resistenza alla fatica e al freddo. Dà  una sensazione di euforia e di forza. Va consumata a digiuno, mai insieme a bevande calde.
Kelp: è un tipo particolare di alga bruna, fonte enorme di minerali organicizzati e minerali-traccia (quali iodio, rame, zinco, manganese, selenio, di vitale importanza per il metabolismo organico), di carboidrati, grassi e pro­teine, vitamina A e C e vitamine del complesso B.
Dolomite: è una roccia polverizzata che si presenta in compresse e racchiude in sè grosse dosi sia di calcio sia di magnesio, di solito carente nelle diete. Esso è un elemento vitale per il funzionamento dell’organismo e agi­sce da catalizzatore di numerosi sistemi enzimatici tanto che una sua carenza può danneggiare. Per ovviare a questa carenza, oltre alla dolomite, si deve introdurre nell’alimentazione noci, mandorle, nocciole.
Farina d’ossa: ha un alto contenuto in calcio, che costituisce una delle sostanze più importanti per la salute, essenziale per le ossa e i denti, di cui costituisce la componente principale; agisce ancora più a livello ematico, cardiaco e del sistema nervoso. Poiché, se somministrato farmacologica­mente viene assorbito dall’organismo al massimo per il 20%, è meglio ricorrere a un prodotto naturale come appunto la farina d’ossa, che contie­ne tutte quelle sostanze (fosforo, magnesio, stronzio, ecc., in giusta proporzione) che ne aumentano l’assorbimento. L’effetto sarà  ancora maggiore associandolo all’olio di fegato di merluzzo, grande apportatore di vitamina D naturale, che agisce sulle pareti intestinali garantendo un totale riassorbimento.
Olio di germe di grano, ottenuto dalla spremitura del germe del frumento, apportatore naturale di vitamina E, favorisce il miglioramento della salute della pelle e dei capelli ed èza muscolare e per bilanciare l’apporto di vitamina E. indispensabile per garantire il tono e l’efficien
Olio di fegato di merluzzo: tra gli oli di fegato di pesce, è il più nobile quale apportatore di vitamina A e D (che favorisce l’assorbimento di cal­cio e fosforo). Aiuta la crescita e lo sviluppo, mantiene sani i denti, la pelle e i capelli; inoltre protegge l’organismo dalle infezioni e migliora la vista notturna.
Olio di cartamo: poichè per il suo alto contenuto di acidi polinsaturi, è in grado di intaccare e ridurre il colesterolo depositato sulle pareti delle arte­rie, è indispensabile per combattere l’indurimento e l’occlusione delle arte­rie, mantenere efficiente la circolazione sanguigna e contenere e ridurre l’ipertensione arteriosa.
Lievito di birra: alimento ricco di vitamine del gruppo B, con un elevato contenuto di amminoacidi e minerali, privo di grassi e di carboidrati. Il suo consumo consigliabile a livello preventivo e come integratore nelle diete dimagranti. Previene e cura acne e foruncolosi, equilibra e ricostruisce la flora intestinale, soprattutto dopo cure con antibiotici. Ottimo regolarizza­tone del metabolismo di protidi, glucidi e lipidi, è indispensabile in ogni disfunzione gastroenterica, nelle convalescenze, gravidanze, durante l’al­lattamento e nella senescenza.
Lecitina di soia: ricca di fosfolipidi, colina e inositolo, acido fosforico e acidi grassi essenziali, è una componente importante di tutte le cellule del corpo e in particolare di quelle del cervello, dei nervi, delle ghiandole endocrine, dei reni e del cuore. Scioglie i grassi nel sangue e aiuta l’organismo a utilizzarli correttamente contribuendo a disperdere l’eccesso di colesterolo. àˆ utile in caso di affaticamento, diminuzione della memoria, diabete, nervosismo. Contribuisce a mantenere la pelle fresca ed elastica.

Digiunoterapia
Dal punto di vista della medicina naturale è una pratica di igiene alimentare capace di potenziare notevolmente le capacità  dell’organismo e di accellerare la guarigione di numerose malattie. Si è osservato che durante la sospensione dell’alimentazione il corpo elimina per primi i tessuti inutili, cioè quelli malati, e si disintossica velocemente conquistando un livello di salute più alto. La comunità  scientifica è divisa sui rischi e i benefici del digiuno, che del resto è stato praticato da molti popoli fin dall’antichità . Tuttavia tutti sono concordi sul fatto che uno o due giorni di astensione dal cibo, praticati magari a cadenze regolari un paio di volte l’anno, possono solo giovare al fisico e alla mente. Il vero processo di disintossicazione però ha inizio solo dopo il terzo giorno: volendo sperimentare un lungo digiuno (da 10 fino a 30, 40 giorni) è necessario affidarsi alla sorveglian­za di un medico o recarsi in una clinica specializzata. Oltre al digiuno stret­to (che consiste nel bere solo acqua pura), efficaci cure disintossicanti prevedono semidigiuni a base di succhi di frutta, e diete strette con verdure e frutta crude.

tratto da Auraweb

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