Maestri Spirituali

Maestri Spirituali

Maestri Spirituali

La via dei Maestri

I Maestri Spirituali appartengono a varie religioni, a vari paesi e culture, ed offrono ed insegnano diverse tecniche, ma il loro scopo è lo stesso, quello di sviluppare e guidare spiritualmente gli esseri umani, alleviando le loro sofferenze nel mondo. Grazie alle loro discipline e ai molteplici frutti delle loro pratiche spirituali, oggi chiunque può progredire rapidamente sul sentiero spirituale, purché ne abbia la volontà e un desiderio sincero.

Ma chi è e cosa fa una persona “spirituale”?
Molti ritengono che tali persone sono quelle che leggono libri che trattano l’argomento, o quando si praticano tecniche di meditazione o di yoga, o qualsiasi disciplina interna, o quando si lavora con l’energia, propria o altrui, o quando si parla di Angeli o di reincarnazione. Oppure quando si prega spesso o si passa molto tempo a pensare di come guarire il mondo… Noi crediamo che il significato sia differente.
Si è persone spirituali quando si cerca di vivere al meglio, quando si riesce ad essere il più possibile coerenti con se stessi: quando cioé si è fatta veramente chiarezza interiore, la si esprime con le parole ma soprattutto la si cerca di concretizzare con i fatti.
Quando si portano dentro valori a cui non si può rinunciare. Quando si sta percorrendo una strada di conoscenza interiore, ma anche includendo inevitabilmente ciò che sta fuori di noi, e che chiamiamo semplicemente consapevolezza.
Quando riusciamo a comprendere ed a vivere l’unico momento che conta: il presente.

Quindi, cercando di essere il più chiaro possibile, si può essere spirituali camminando per la strada, stando con gli amici, nel fare da mangiare o accarezzando un bambino.
Per contro si può essere assai poco spirituali anche praticando assiduamente la meditazione o seguendo pedantemente regole rigorose, astenendosi dal fare talune azioni o forzandosi nel farne altre.

Le persone spirituali sono presenti ovunque, a volte anche senza aver fatto nulla per esserlo.
Spesso non hanno un nome, una figura precisa, un’età approssimativa, ma si evidenziano per altre cose: uno sguardo deciso, forte, di chi sa cosa vuole; anche quando il futuro sembra incerto, anche quando la vita ci porta a fare esperienze molto utili di cui ne faremmo volentieri a meno. Anche quando ci chiediamo: “ma io cosa ci sto qui a fare”?.

Vi chiediamo di osservare chi è a noi vicino: potrete scoprire più “illuminati” nelle persone semplici, quelli che vivono al ritmo della nostra madre Terra, o in coloro che cercano semplicemente solo di “essere”, qualunque cosa significhi.
E vi chiediamo di prestare attenzione a coloro che, invece, fanno della spiritualità  una bandiera dietro la quale celare solo tanto umano controllo e manipolazione.

Aurobindo

Arvinda Ackroyd Ghose, noto come Sri Aurobindo, nacque a Calcutta nel 1872 e studiò a Cambridge. Passò un periodo di impegno politico, nel movimento indipendentista, e venne anche arrestato. A partire dal 1904 si interessò alla tradizione indiana anche per motivi religiosi e subì anche una certa influenza della Società  Teosofica. Nel 1910 abbandonò l’attività  politica e si trasferì a Pondicherry: qui fondò un ashram, dove rimase fino alla morte (1950), dedicandosi alla contemplazione. Nel 1914 incontrò Mira Richard, una giovane donna francese di origine ebraico-egiziana appassio­nata di occultismo, che diventerà  la sua partner spirituale e continuerà  la sua opera nell’ashram con il nome di Màre, la Madre.

 

Babaji

Tra i Kriya-avatar si annovera il mitico Babaji, l’ultimo dei quali fu il mae­stro del maestro di Yuktesvar, guru di Yogananda. Egli sarebbe ritornato sulla Terra nel corpo del giovane Hairakhan Baba, comparso misteriosa­mente nei pressi di Hairakhan, alle pendici dell’Himalaya, dove ha poi fondato un ashram, e scomparso nel 1984. Il suo centro, frequentato da numerosi americani e da qualche italiano, à ora retto dal suo più stretto discepo­lo, sri Maha Muniraji. In Italia a Babaji à stato dedicato il centro Bole Baba di Cisternino (Brindisi) e di Milano.

 

Osho

Bhagwan Shree Rajneesh, più comunemente chiamato Osho, nacque come Rajneesh Chandra Mohan in India a Kuchwada, nel Madhya Pradesh l’11 dicembre del 1931. Una fonte afferma che “Bhagwan” significa “il benedetto”, e che “Shree” significa “Maestro”. Spirito libero, insofferente verso le regole e i dettami dell’istituzione canonica sin da giovane, desideroso di sperimentare la vita in prima persona, insofferente a regole e a norme imposte o acquisite ciecamente, Osho intraprende la via della ricerca interiore, tanto che a 21 anni raggiunge l’illuminazione, che descrive come “l’istante in cui la goccia si fonde nell’oceano nell’attimo stesso in cui l’oceano di riversa nella goccia”. Professore di filosofia al Sanskrit College di Rajpur prima, e poi rettore della cattedra di filosofia all’università  di Jabalpur nel ’66, abbandona la carriera universitaria e fonda a Bombay una comunità  spirituale, che trasferisce a Pune il 21 marzo ’74 (21° anniversario della sua illuminazione). Fonda una comunità nell’Oregon, dove si trasferisce, ma viene arrestato e avvelenato. Nell’87 torna a Pune, dove crea un laboratorio di crescita e una Multiuniversità  dell’essere, a cui si ispirano i centri di tutto il mondo. Il 19 gennaio ’90 lascia definitivamente il corpo, insieme a una grande eredità: la via da lui indicata, che coniuga il sapere orientale alle discipline occidentali, aiutano all’individuo a liberarsi da schemi e condizionamenti, per realizzarsi pienamente e in modo consapevole, e diventare un Uomo Nuovo.

 

Blavatskij Helena Petrovna

Scrittrice russa (1847-1933), fondò con Olcott la Società  Teosofica. Dopo essersi divisa dal marito, sposato a sedici anni, dopo pochi mesi dalle nozze non consumate, madame Blavatskij ebbe notevoli doti medianiche, che la por­tarono a praticare lo spiritismo a Parigi e al Cairo. Viaggiò in Asia Minore, nell’Europa continentale, in Egitto, finchà nel 1873 approdò a New York, dove, a lei e al suo primo collaboratore, il colonnello H. S. Olcot, si aprirono le porte della” Fratellanza Ermetica di Luxor”, dovei due poterono attingere a notizie “riservate”. Nel 1875 la Blavatskij dà  vita alla Società  Teosofica, che verrà  trasferita nel 1882 ad Ayar, vicino a Madras, in India, dove dicendosi ispirata dai Mahatma (le “Grandi Anime”), scrisse la sua Dottrina segreta. Entrata in contrasto per motivi politici con le autorità  anglo-indiane e osteg­giata dalla sua stessa organizzazione, oltre che dalla stampa e dal mondo scientifico, nel 1885 si dimise dalla sua Società  e tornò in Europa, dove fondò la “Sezione esoterica” dell’istituzione.

 

Buddha

E’ l’appellativo, che in vedico significa “Illuminato”, dato a Gautama Siddhartha, discendente della famiglia dei Sakya, anche chiamato Sakyamuni “l’asceta”. Venne educato per succedere al padre e sposò gio­vanissimo la cugina Yashodhara, da cui ebbe un figlio, Rahula, che diven­tò suo discepolo. Amareggiato dalla vita e dalle cose che essa comprende, abbandonò tutto e tutti per dedicarsi alla ricerca di ciò che origina il dolo­re nella natura e nell’uomo. Cercò affannosamente, e sottoponendosi a regole molto rigide sino a che incontrò l’illuminazione, percorrendo l’ot­tuplice sentiero, ossia: retta fede, retto pensiero, retta azione, retta parola, retto sforzo, retta decisione, retto ricordo e retta concentrazione che, se percorsi, fanno uscire dall’illusione (maya) e sopprimere ogni desiderio Per oltre 40 anni, dopo aver ottenuto l’illuminazione, predicò i suoi precet­ti e morì intorno al 480 a.C.

 

Chinmoy

Uscito dall’ashram di Aurobindo, Chinmoy Kumar Ghose (n.1931) ha sen­tito di dover diffondere in Occidente il suo messaggio spirituale, elaboran­do varie forme di yoga e anche d’arte. La sua à soprattutto una “via della devozione”. Trasferitosi in America, fondò alcuni centri, poi diffusi in tutto il mondo.

 

Confucio

Filosofo e legislatore cinese (date probabili 551-479 a.C.). Nacque da una famiglia molto agiata, ma dopo la morte del padre dovette accontentarsi di modesti impieghi statali. Cultore di musica e di studi linguistici, autore di trattati di etica e politica e divulgatore della pietà  e della virtù quale fonda­mento sociale, esercitò post-mortem una profonda influenza sulla civiltà  cinese.

Sri Sathya Sai Baba

Sai Baba, (all’anagrafe Sathya Narayana Raju) è un guru nato il 23 novembre 1926 nel piccolo villaggio di Puttaparthi (dove vive tutt’ora) nella regione dell’Andra Pradesh, al centro-sud dell’lndia, i cui insegnamenti possono essere riassunti in cinque parole in sanscrito:
Sathya, (verità ), Sharma, (retta condotta), Shanti, (pace), Prema (amore) e Ahimsa (non violenza), sono i cinque “valori umani”.
La sua biografia è ricca di particolari sensazionali. Egli sarebbe stato concepito per intervento soprannaturale e fin da bambino avrebbe mostrato segni della sua straordinaria natura. Lui stesso sostiene pubblicamente di possedere una natura divina.
Si dice che questo guru abbia milioni di seguaci nel mondo. Centinaia, anche migliaia di seguaci si recano quotidianamente al suo darshan (benedizione) per ricevere la sua benedizione e vedere la materializzazione della vibuthi (cenere sacra) per la quale è diventato famoso. Ha fondato una comunità chiamata Prashanti Nilayam ovvero “dimora della pace suprema”. Chi è a suo stretto contatto non fatica a dichiarare le sue facoltà sovraumane: Sai Baba sarebbe onniscente, onnipotente, sarebbe capace di apparire contemporaneamente in più luoghi e, soprattutto, sarebbe in grado di compiere straordinari miracoli. La stessa vibuthi, a detta dei fedeli, comparirebbe spontaneamente sui ritratti di Sai Baba sparsi in tutto il mondo. Ci sono almeno 500 libri ed articoli in inglese su di lui, alcuni dei quali vengono poi tradotti in molte altre lingue. Molti paesi hanno anche libri di devoti scritti nel loro linguaggio.

Francesco D’Assisi

Nato nel 1181 e morto nel 1226 ad Assisi, à il patrono d’Italia. Fù il fon­datore dell’Ordine dei Frati Minori e delle congregazioni ad esso legate come Conventuali, Clarisse e Terz’ordine. Consumò la sua vita seguendo gli insegnamenti di una voce interiore che lo spingeva alla preghiera, alla contemplazione e all’isolamento. Si fece ultimo fra gli uomini per diventa­re il primo nella fede e nella preghiera. Abbandonò la sua ricchezza, donandola ai più umili, e sposò la povertà , l’umiltà  e l’obbedienza, e con esse entrò nel regno dei Cieli. Alcuni lo considerato il Cristo ritornato, colui che, con la sua vita, prendendo ad insegnamento il Vangelo, seppe rivivere la vita di Cristo. Morì cieco ad Assisi e fu subito assunto alla glo­ria degli altari. Ebbe moltissimi seguaci e fu il precursore e il catalizzato­re di vari movimenti che, nella sua epoca, fiorirono in Italia e in Europa.

 

Gesù Cristo

Gesù di Nazaret, nato tra il 7 e il 4 a. C. da una famiglia ebraica discenden­te da re David e morto nel 30 d. C., à considerato il Messia, il Cristo (che significa “l’unto del Signore”) promesso, la cui storia à narrata nei Vangeli e nel Nuovo Testamento. Fondatore del Cristianesimo, inizialmente si rivolse agli Ebrei per dare corpo alle profezie che avevano promesso il riscatto agli occhi del mondo. Quando gli Ebrei capirono che il suo mes­saggio non era tanto la conquista dell’indipendenza materiale, ma la resur­rezione del peccato e quindi il rinnovamento del mondo, lo abbandonaro­no e lo crocefissero. E una figura biograficamente sfuggente, ma la sua storicità al di sopra di ogni dubbio, perché à il portatore di fede e amore a tutti, e l’iniziatore, per l’uomo, di una nuova era. Molte teorie, anche affa­scinanti, sono state scritte e divulgate su di lui, considerato l’unico Figlio di Dio nella storia delle religioni, colui che ascese al cielo con il proprio corpo e che, con la sua morte, cancellò i peccati dal mondo. Il messaggio di Gesù fu rivolto alle masse e agli umili, anche se in esso non mancano frange nascoste o esoteriche.

 

Gurdjieff Georges Ivanovie

Ritornato in Russia nel 1914, dopo aver acquisito notevoli conoscenze in Medio Oriente e in Asia centrale, Gurdjeff (1872-1941) si dedicò intiera­mente all’insegnamento di tecniche psico-fisiche che avrebbero dovuto liberare l’uomo dagli automatismi che ne condizionano l’esistenza e che impediscono alla sua coscienza di vedere realmente come sono le cose. Costretto ad abbandonare la patria dalla rivoluzione bolscevica, si stabilì vicino a Fontainebleau nel 1922, dove fondò “l’Istituto per lo sviluppo del­l’uomo”, raccogliendo un numero crescente di qualificati discepoli, da lui costantemente provocati con duri lavori manuali e con curiosi esercizi di danza. Da ricordarsi che a “La Prieuré”, dove aveva sede l’Istituto, volle morire la famosa scrittrice Katherine Mansfield, conquistata dalle teorie di Gurdjieff nell’ultimo periodo della sua breve esperienza. Le sue opere, uscite postu­me, vennero diffuse dal suo discepolo principale, Ouspenski.

 

Huang-Ti, L’Imperatore Giallo

Uomo di grande saggezza, dotato di profondo amore per la natura, fu uno dei grandi legislatori cinesi che regnò, pare, fra il 2696 e il 2598 a.C. La sua vita à leggendaria e piena di episodi mitici. Sembra avesse una figlia che venne violentata dal popolo, e quindi, alla ripresa del potere si vendi­cò, uccidendo non solo i violentatori, ma anche quelli che l’avevano osteg­giata. Studiosi e filosofi gli attribuiscono la stesura del Nei Ching Su Weng, che riporta le discussioni tra l’Imperatore e il suo ministro Ch’I Po sulle teorie del macrocosmo e del microcosmo. Si interessò di musica, inventò strumenti musicali e il rickshaw, fu considerato un grande saggio e un uomo che attraverso il linguaggio della natura, sapeva e sa parlare agli uomini, fu il padre dell’agopuntura e salì al cielo “quando divenne perfet­to”

 

Krishnamurti Jiddhu

Educato nel seno della Società  Teosofica per divenire “il maestro del Mondo”, questo filosofo indù (1895-1986) ebbe l’indubbia onestà  intellet­tuale di rifiutare il ruolo che gli si voleva fare recitare. Nel 1929 sciolse l’Ordine della Stella dell’Est che era stato creato nel 1911 per sostenerlo e cominciò a predicare ovunque una sorta di filosofia della libertà  antitetica a qualunque organizzazione o a sentieri precostituiti. Tuttavia non impedì che si fondassero scuole e istituzioni nel suo nome, volte a propagandarne l’insegnamento in una maniera che à divenuta abbastanza settaria, malgra­do le sue stesse raccomandazioni.

 

Kryon

Kryon (si pronuncia “Kraion”) à il nome vibrazionale di un’entità  angeli­ca collegata all’undicesimo raggio co-creatore. Quest’entità  fa parte degli angeli che si prendono cura della nostra Nuova Era e l’accompagnano. Il colore di Kryon à cupreo oppure rosa-arancio. Uno dei suoi campi di spe­cializzazione à il magnetismo e il suo compito è l’allestimento e la cura della griglia magnetica sulla Terra. L’energia di Kryon viene canalizzata nel mondo soltanto da 9 esseri umani, ossia, oltre al californiano Lee Carroll, da un canale in ognuno dei seguenti paesi: Messico, India, Russia, Israele, Siria, Cina, Africa e America Latina.

 

Lao-Tze

Significa “vecchio maestro”. Leggendario filosofo e iniziato cinese, vissu­to dal 604 al 513 a.C. Le poche notizie che abbiamo di lui lo vedono sto­riografo e archivista di corte e fondatore di una scuola filosofica a P’ei. Confucio si incontrò con lui per interrogarlo sulle scienze sacre e ne rima­se profondamente colpito. Giunto in tarda età , abbandonò ogni cosa per un pellegrinaggio in Occidente, senza ritorno e, giunto ad Han-Ku, si lasciò convincere da un doganiere a scrivere il “Tao-Te-Ching”, un fondamento del Taoismo. Finita la stesura di questo libro riprese il cammino e scompar­ve agli occhi dei mortali.

 

Maometto

O Muhammad (dall’arabo haniada, il glorificato). Fondatore della religio­ne dell’Islam, nacque a La Mecca intorno al 570 d.C. e morì a Medina nel 632. Educato da uno zio materno, sposò a 25 anni una ricca vedova, Khadigia, dalla quale ebbe cinque figli, fra i quali Fatima. Uomo di gran­de sensibilità , ebbe visioni rivelatrici e straordinarie intorno ai 40 anni, quando l’Arcangelo Gabriele lo forzò ad accettare di essere un profeta. Osteggiato da gran parte della comunità  dei Coreisciti, dominatori della Mecca, e costretto all’emigrazione a Yathrib, il centro urbano che diverrà  poi Medina (la città  del Profeta) prese le armi contro i persecutorie gli infedeli e non tardò a trionfare, mostrandosi sempre e comunque incline alla clemenza nei confronti dei vinti.

 

Mo-Tzu

Grande filosofo cinese (date probabili, 470-391 a.C.), fondatore di una scuola che, con quella confuciana, fu, per 200 anni, rinomata nella Cina antica. Contemporaneo di Socrate, visse nell’epoca degli “stati combatten­ti” e viaggiò da uno stato all’altro per mettere in pratica i suoi insegnamen­ti filosofici e prevenire le guerre e le aggressioni. Combatté il Confucianesimo per la sua pompa esteriore ed insegnò l’amore per la vita semplice e il rafforzamento delle relazioni fra gli uomini. Il “Libro di Mo­Tzu”, da lui scritto con i suoi discepoli, contiene la sua dottrina politica, etica e religiosa. L’essenza della sua filosofia si basa sull’amore universale: che predicò quattrocento anni prima di Cristo, insegnando agli uomini ad amarsi l’un l’altro, come ognuno ama se stesso. Visse il suo tempo, ma seppe uscire dal tempo per portare agli uomini la sua grande filosofia, ancora oggi attuale e si chiese spesso “Che cosa il cielo vuole che io fac­cia? Per prima cosa che io ami tutti gli uomini”. Il Moismo durò per molti secoli e scomparve quando il Confucianesimo divenne la religione ufficia­le degli imperatori cinesi.

 

Muktananda

Paramahansa Muktananda (1908-1982), originario di Dharmasthala nel Sud dell’India, passò nella sua giovinezza di maestro in maestro, frequen­tando in particolare il monastero di Swami Siddharudha. Dal 1947 diven­tò discepolo di Swami Nityananda, che seguì fino alla sua morte, nel 1961. Nel ’62 Muktananda diventa il leader dell’ashrani di Nityananda, trasfor­mandolo in un’organizzazione internazionale, nota come Siddha Yoga Dham, che ha avuto un particolare successo negli USA.

 

Ramakrishna

Devoto della dea Kali, “redentrice del mondo” e donatrice di vita e di morte, Sri Ramakrishna (1836-1886) seguì dapprima il Tantrismo e poi l’unità  intuitiva dettata dal Brahman. Ebbe grandi visioni soprannaturali ed esperienze estatiche e si accostò anche al Cristianesimo e all’Islamismo. Sposò una donna più giovane di lui, pur vivendo in castità . Ebbe molti discepoli fra cui Vivekananda, che proseguì la sua opera.

 

Ramtha

E’ il nome di una famosa entità  spirituale giunta su questo piano da altre dimensioni: visse su questa Terra ai tempi dei Lemuri e di Atlantide, 35.000 anni fa. E’ descritto come un vecchio guerriero che durante la sua incarnazione nell’antica Atlantide si mette in luce per le sue conquiste militari e durante la convalescenza, dopo un fallito attentato alla sua vita, sperimenta l’illuminazione, seguita poco dopo dall’ascensione a un livello più alto di realtà . Da allora non si à più reincarnato. E’ però “ritor­nato” nel 1977 per parlare esclusivamente tramite il corpo di una donna americana: M Knight, pseudonimo di Judith Darlene Hampton. che sareb­be stata una sua compagna ai tempi di Atlantide. E’ il 1977 quando Ramtha si manifesta a M Knight per la prima volta. L’anno dopo la Knight svilup­pa le sue doti medianiche come channeler e inizia i suoi “dialoghi”, sessio­ni in cui Ramtha tiene un discorso e risponde alle domande del pubblico. Negli anni 1980 la Knight emerge come uno dei più famosi channeler all’interno del New Age, grazie anche alla sua collaborazione con l’attrice Shirley MacLaine e nel 1988 fonda la Scuola di Illuminazione Ramtha, definita una scuola misterica per gli “studenti” disposti a prendere sul serio il cammino proposto dall’entità . La Scuola insegna quello che definisce un cammino pratico per la trasformazione e l’illuminazione individuale.

 

Steiner Rudolf

Rudolf Steiner (1861-1925), nacque a Kraljevec (allora nell’Impero austriaco e oggi in Jugoslavia) da genitori cattolici; dopo un’educazione tecnico-scientifica, a soli ventidue anni, si vide affidato il prestigioso inca­rico di pubblicare gli scritti scientifici di Goethe. Nel 1902 aderì alla Società  Teosofica, ma i suoi scritti sul ruolo centrale di Gesù Cristo crearono un disaccordo con Annie Besant, finché la rottura definitiva avvenne con il caso Krishnamurti: Steiner si rifiutò di credere alla missione di nuovo Cristo del giovane indiano e dichiarò incompatibile l’adesione all’Ordine della Stella dell’Est, fondato per preparare l’avvento di Krishnamurti come Maestro Mondiale, con l’appartenenza alla Società  Teosofica in Germania, da cui fu espulso da Annie Besant. Fondò allora la Società  Antroposofica, per diffondere la sua dottrina, esposta in modo non sistematico e, in parte, rimasta segreta.

 

Yogananda

Nacque con il nome di Mukunda Lal Gosh a Gorakhpur, in India, nel 1893 e fu il discepolo prediletto di Sri Yukteswar Giri, fondatore della “Società  dei Santi”, maestro di kriya yoga e, come lui, considerato un kriya-avatar. Noto come Paramahansa Yogananda, visse dal 1920 in America, dove fondò la Self-Realization Fellowship e dove, dopo aver compiuto numero­si miracoli, morì nel 1952. Il suo compito fu quello di predicare l’unità  tra le religioni e di insegnare le discipline indù, e soprattutto il Kriya yoga adattandolo alla mentalità  occidentale. Scrisse vari libri, il più famoso dei quali à “Autobiografia di uno yogi “. Ebbe numerosi discepoli, che apriro­no scuole a suo nome in tutto il mondo, pur rimanendo collegati con il cen­tro di Los Angeles.

 

Maharishi Mahesh Yogi

Nome alla nascita: Mahesh Prasad Varma (nato probabilmente nel villaggio di Chichli, vicino a Gadawara, Jabalpur, nel Madhya Pradesh, il 12 gennaio 1917, morto il 5 febbraio 2008 a Vlodrop, Roerdalen, Olanda), à stato un guru indiano. Dopo essersi laureato in matematica e fisica all’università  di Allahabad, divenne discepolo del maestro indiano, Swami Brahmananda Sarasvati, dedicandosi per anni a pratiche yogameditazione. Nel 1958 iniziò a diffondere una tecnica tradizionale di meditazione, da lui chiamata più tardi “meditazione trascendentale” (en:transcendental meditation). Secondo il suo insegnamento questa tecnica aumenta l’ordine delle onde cerebrali e conseguentemente la chiarezza mentale, riducendo stress e ansia. A chi pratica questa tecnica non viene richiesto di aderire ad una particolare filosofia o stile di vita, Maharishi stesso non insegnava nessun tipo di teologia, né richiedeva l’adesione ad una fede particolare. La meditazione trascendentale si basa principalmente sulla ripetizione per alcuni minuti, due volte al giorno, di un mantra allo scopo di raggiungere uno stato di “consapevolezza senza oggetto” o “senza pensieri”. Questo nuovo stato di coscienza à stato indicato nella ricerca di K. Wallace e R. Benson come differente dai tre normali stati di coscienza: veglia, sonno, sogno. Per chi vuole procedere oltre, esiste la possibilità  di seguire un programma superiore, che mira al raggiungimento dello stato di illuminazione e di auto-realizzazione. Ricerche sulla effettiva efficacia della meditazione trascendentale sono state condotte fin dal 1970 e pubblicate su Scientific American e varie riviste specialistiche di psicologia e neurologia. Un articolo in italiano à stato pubblicato su Le Scienze nel maggio del 1972. Specialmente durante gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso vi furono diverse celebrità  che furono istruite alla meditazione trascendentale come, per esempio, i Beatles, i Beach Boys (il cui cantante Mike Love divenne insegnante di meditazione), il compositore Donovan, Clint Eastwood, David Lynch e altri.

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